Impaginare. –
Pensieri nella testa
metto in fila.
M.
Un aspirante redattore alle prese con InDesign
Uno spazio dove tornare a respirare
Impaginare. –
Pensieri nella testa
metto in fila.
M.
Un aspirante redattore alle prese con InDesign
Cielo azzurro
sopra la Cattedrale. –
Pago, sorrido.
M.
Sono nuovamente a Santiago.
Non ci sono parole, solo tanta gioia.
Stanchezza cura
me, animo inquieto. –
Tu mi contieni.
M.
Dal mio diario, 4 febbraio 2026. Riflettendo sulla stanchezza dopo il primo giorno di insegnamento. Scrivevo che si trattava di una stanchezza “bella”, sana, capace di placare gli animi inquieti come me. Una stanchezza che “mi contiene”, nel senso che mi àncora al presente, blocca il rimuginio della mente, allevia il senso di solitudine e – soprattutto – dà senso e significato alla vita. Accolgo tutto con gratitudine.
Nella tua patria
mai sei stato profeta. –
Come ti chiami?
M.
Dal mio diario, 28 gennaio 2026. Quando ancora una volta l’erba del vicino è sempre più verde e nessuno ti vede.
Torno a casa. –
Dormire, antidoto
alla tristezza.
M.
Dal mio diario, 21 gennaio 2026. Una giornata in cui l’umore è un po’ deflesso. Penso al sonno e alla tristezza dei discepoli di Gesù mentre si compiono i giorni della sua Passione: «Poi andò dai discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: “Così, non siete stati capaci di vegliare con me un’ora soltanto?» (Mt 26,40).